L’Associazione Italiana Studio Osteosarcoma ha come compito principale l’aggregazione e la comunicazione fra i diversi settori della Medicina e fra questa e le altre figure professionali del Comparto Sanità, con l’obiettivo di operare in tutti i settori socio-sanitari per la tutela dei soggetti colpiti da osteosarcoma e dei loro familiari.

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Fabrizio Macchi

Fabrizio Macchi è un atleta e ciclista su strada. A 13 anni gli è stato diagnosticato un Osteosarcoma, ma il male e le difficoltà non lo hanno fermato!
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La Rete dei Medici AISOS

La rete di medici AISOS è composta da professionisti ed esperti nella lotta all'osteosarcoma in tutta Italia: Bologna, Firenze, Messina, Milano e Roma.


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2 giorni fa

Aisos

In un momento particolare in cui il nostro Paese ha dovuto fermarsi, ci sono realtà che camminano parallelamente.
Noi non ci fermiamo, perché l’osteosarcoma non sa aspettare e non possiamo permettergli di avere il tempo dalla sua parte.
La diagnosi precoce è fondamentale per combattere il tumore osseo che ogni anno in Italia colpisce circa 120-150 persone, di cui il maggior numero riguarda bambini o adolescenti.
Circa trenta anni fa non si conosceva molto di questa malattia, che aveva una prognosi abbastanza severa, ma con il passare degli anni questo panorama è cambiato ed oggi 4 bimbi su 5 guariscono.
Noi continuiamo a portare avanti la nostra lotta perché l’osteosarcoma non si ferma dinnanzi ad una emergenza, voi però avete la possibilità di mettere per un periodo le vostre vite in stand-by e ripartire più forti di prima.
Rimanete a casa, così da permettere alle persone che hanno realmente necessità di uscire di poterlo fare.
Una passeggiata può aspettare, il cancro non aspetta.
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4 giorni fa

Aisos

Alessandra Vitale è un esempio di forza e speranza per tutti coloro che di fronte ad una disabilità provano sconforto. Attraverso la sua determinazione infatti ci insegna quanto una donna possa essere audace nell’affrontare gli ostacoli, che una volta superati, diventano la tua forza.
Questa è la forza della rinascita.
Nel 2010 Alessandra subì l’amputazione della gamba destra per un Osteosarcoma. All’età di 38 anni si trovò catapultata in una nuova vita, molto diversa da quella che aveva vissuto sino ad allora. Alessandra racconta di aver attraversato momenti bui in quel periodo, soprattutto perché essendo una donna non fu facile per lei accettare il proprio corpo e abituarsi a quel cambiamento. Ma fu proprio quel cambiamento il compromesso per continuare a vivere. A distanza di anni Alessandra ripercorre quella malattia che l’ha accompagnata per un lungo periodo, segnandola anche a livello psicologico, ma che ha superato con il sorriso e grazie anche alla sua splendida famiglia. Per lottare si è aggrappata allo sport, spinta da suo marito e dai suoi figli. Avvicinandosi al nuoto, ha poi scoperto la pallavolo paralimpica e non l’ha mai più abbandonata. Da una passione è nata una carriera, e ad oggi Alessandra, Ambasciatrice degli Sport Paralimpici e Capitano Nazionale Sitting Volley, insegna ai giovani a non arrendersi, perché come diciamo sempre, la disabilità non è un limite fisico, ma mentale. Grazie Alessandra Vitale per la splendida persona che sei .❤️
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6 giorni fa

Aisos

“Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca tutti fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari.
Tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda.
Su questa barca ci siamo tutti, tutti. “

Papa Francesco
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